La ricerca, pubblicata recentemente su Biomolecules, mostra un candidato ideale nell’agmatina: una sostanza prodotta dal metabolismo delle proteine (per la precisione di un loro componente, l’arginina) che, in base a quanto emerso da precedenti studi in provetta e sugli animali, sarebbe capace di controllare la proliferazione delle cellule, rallentando così lo sviluppo del tumore.

Lo studio porta la firma dei ricercatori dell’Istituto di chimica biomolecolare Dr. Culeddu Nicola e Dott.ssa Azara Emanuela e dei dipartimenti di Scienze biomediche, prof. Carru Ciriaco e Coradduzza Donatella e in collaborazione con Chimica e Farmacia, Medicina clinica e sperimentale dell’Università di Sassari, ed è stato condotto per capire se la misurazione dei livelli ematici di agmatina fosse capace di distinguere i malati dai pazienti a rischio o con ingrossamento benigno della prostata.

https://www.unionesarda.it/salute/cancro-alla-prostata-scoperto-a-sassari-un-nuovo-marker-c7ui359j

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